28 Agosto 2007

E con questo mi congedo.

"E qualcosa rimane, fra le pagine chiare,
fra le pagine scure"


G:iovani, in poco più di un anno che ho aperto il blog, mi ha fatto "conoscere" molte persone, e alcune di queste ho potuto conoscerle dal vivo.
Di queste cinque o sei, di sicuro tre hanno avuto un ruolo importaneìte nella mia vita, nel bene e nel male.

"E cancello il tuo nome dalla mia facciata
e confondo i miei alibi e le tue ragioni,
i miei alibi e le tue ragioni.
Chi mi ha fatto le carte mi ha chiamato vincente
ma lo zingaro è un trucco.
Ma un futuro invadente, fossi stato un pò più giovane,
l'avrei distrutto con la fantasia,
l'avrei stracciato con la fantasia. "


La prima sarà per sempre legata a due canzoni; la prima, di Ligabue, fu un mio dono, scritta a mano. La seconda venne cantata carezzandomi i capelli in un parco, stesi sull'erba. Un momento indimenticabile.
Mi ha fatto capire tante cose, anche se a caro prezzo.

La seconda è una città, la città dell'abbandono. E' stata il rapporto formalmente più profondo, e di certo il più coinvolgente.
Di certo fu la scintilla che mi permise di intraprendere il cammino della maturazione.
Peccato per l'ombra di ipocrisia che si è stagliata sui ricordi.

La terza è stata la prima. Quella che meno si meritava di essere trattata in quel modo. Quella che forse ho trattato peggio.
Lei mi ha insegnato a fare questo, anche se è molto più brava.
Parlare con la musica.

"Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla
a quella di chissà chi altro.
I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi. "


Io ci ho provato a tener vivo un rapporto. Ma è tardi, e palesemente tardi.
Senza rimorsi, nè rancore, rifarei tutto.
Non potevo essere maturo se non era ancora tempo.
Merito anche vostro se adesso lo sto diventanto.

"Santa voglia di vivere e dolce Venere di Rimmel.
Come quando fuori pioveva e tu mi domandavi
se per caso avevi ancora quella foto
in cui tu sorridevi e non guardavi.
Ed il vento passava sul tuo collo di pelliccia
e sulla tua persona e quando io,
senza capire, ho detto sì.
Hai detto "E' tutto quel che hai di me".
È tutto quel che ho di te."


In effetti foto. E ricordi.
Scusate se è poco.
Anche se potevamo avere di più, rimuginare su quanto è andato perso è inutile.
Ognuno ha quello che sa costruire.

"Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla
a quella di chissà chi altro.
I tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare come vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi"


Ma alla fine di tutto ne valeva la pena.

"E qualcosa rimane, fra le pagine chiare,
fra le pagine scure"




Admia, re mondiechte

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